Fondi Ue: più risorse per la riqualificazione degli ex-siti industriali

 
Cosa fare delle aree industriali dismesse? Per il Parlamento europeo la parola d'ordine è" riqualificazione", mediante l'adozione di misure integrate destinate allo sviluppo urbano sostenibile.

Nella proposta, che dovrà essere approvata dai 27 Stati membri, è previsto l'incremento del 5% delle risorse destinate al Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) per la realizzazione di interventi urbani sostenibili.

Il Fesr potrebbe anche sostenere azioni innovative (studi, progetti pilota ecc.) per lo sviluppo urbano sostenibile, fino ad un tetto massimo pari allo 0,2% della quota annuale del fondo.

Gli interventi di riqualificazione delle aree industriali dismesse rientrano non solo tra gli interventi finanziabili tramite il Fesr, ma anche tra gli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020. Il rinnovamento dei vecchi siti industriali, commerciali o militari, infatti, ricade sotto l'ombrello delle soluzioni verdi ed innovative proposte dalla Commissione Ue per la crescita economica.

Non a caso, nella proposta relativa al quadro finanziario europeo 2014-2020 (presentata l'anno scorso), la Commissione Ue aveva chiesto lo stanziamento di 336 miliardi di euro a favore delle regioni.

Secondo la Commissione Ue, infatti, la riqualificazione degli ex-siti industriali potrebbe creare nuovi posti di lavoro per le comunità locali, tutelando l'ambiente e promuovendo azioni innovative.

Ma al momento non è chiaro quante risorse saranno destinate al Fesr. Le trattative sul futuro budget europeo sono ancora in corso e gli Stati membri non hanno ancora presentato alcuna cifra.

Secondo il regolamento provvisorio sulla politica di coesione, le regioni più ricche dovranno spendere l'80% dei fondi Fesr, ripartiti su 10 priorità, mentre le regioni più povere dovranno spendere il 60% tra le medesime priorità.

Inoltre, le regioni più ricche dovranno investire almeno il 22% dei fondi Fesr per progetti a basso impatto ambientale, mentre le regioni più povere solo il 15%.

Per maggiori informazioni: ANCITEL.

Fonte: Ancitel.